Il programma di Roma: un anno con i libri per...

Forte dei suoi tremila anni di storia come crocevia di lingue, culture, civiltà, linguaggi, alfabeti e religioni, Roma ha scelto per l’anno da Capitale Mondiale del Libro di sviluppare un programma di progetti ed azioni di promozione della lettura in città, nell’area metropolitana e in regione, e di promuovere una rete di cooperazione internazionale sul fronte educativo, delle traduzioni e delle infrastrutture per il libro e la lettura. Il programma di Roma è curato dal Comune insieme alla Provincia di Roma e alla Regione Lazio.

La capitale ha chiamato a raccolta per il World Book Capital il sistema della sua industria editoriale, delle sue librerie, delle biblioteche pubbliche e scolastiche per favorire progetti di globalizzazione dei prodotti intellettuali come contributo all’allargamento degli spazi di democrazie e libertà e consapevolezza dei diritti fondamentali dell’uomo. Due i caposaldi della vita culturale romana legata al libro che parteciperanno attivamente al programma di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma: il sistema delle Biblioteche di Roma – che detiene il record italiano per prestiti librari - e il Festival Internazionale Letterature della Basilica di Massenzio, con il quale saranno attivati momenti di scambio e circolazione degli autori ospiti.

Il programma di Roma prenderà il via in contemporanea con Torino domenica 23 aprile 2006 in concomitanza con la celebrazione della Giornata Mondiale Unesco del Libro e del Diritto d’Autore. Librerie e biblioteche della regione resteranno aperte per tutta la giornata. Si inaugureranno simbolicamente i principali progetti di un anno nel quale il libro sarà sempre più strumento di coesione, di dialogo, di apertura, di riflessione e di memoria. A questo scopo Roma dedicherà incontri, mostre e letture ai più importanti scrittori italiani: fra gli altri Italo Calvino, Elsa Morante, Giorgio Caproni, Sibilla Aleramo, Mario Soldati e Dino Buzzati.

Nell’anno da Capitale Mondiale del Libro il sistema delle Biblioteche di Roma si arricchisce di due nuove strutture, e altre due vengono ampliate, all’interno di un progetto di rete per l’informazione e la conoscenza nella città metropolitana e nel Lazio, che vede l’integrazione delle biblioteche civiche, di quelle scolastiche e di tutti i luoghi dedicati al libro e alla lettura. Si inaugura la Biblioteca Europea: la «casa comune» delle culture e delle lingue nazionali del Vecchio Continente per contribuire alla formazione di una coscienza e un’identità europea nei cittadini italiani e stranieri.

Anche la Casa delle Letterature trova una nuova sede. Istituita nel 2000 e affiancata nell’arco di cinque anni dalle case del Cinema, del Jazz e dei Teatri, grazie ad un accordo con il Ministero dei Beni Culturali aggiunge ora alla storica sede di Piazza dell’Orologio la sede di Villa Poniatowski: spazi affascinanti per ospitare attività espositive, e in particolare i programmi dedicati al rapporto fra arte e letteratura.

La vita culturale di Roma è punteggiata da scadenze ormai tradizionali. Veri e propri eventi che attirano migliaia di persone intorno alla passione per la lettura e per i libri. Il Festival Internazionale Letterature, ambientato nel cuore del Foro Romano in uno scenario di incomparabile suggestione alla  Basilica di Massenzio (maggio-giugno): autori di tutto il mondo presentano inediti su un tema proposto. Alle precedenti edizioni hanno partecipato fra gli altri Avraham Yehoshua, Günther Grass, David Grossman, Doris Lessing, Salman Rushdie, Amos Oz. Libri in Campo, rassegna editoriale dell’Estate Romana (luglio-agosto). Il Salone del Libro Storico (ottobre). La Fiera della piccola e media editoria Più libri, più liberi (dicembre): un appuntamento che dà spazio e voce a un settore vitalissimo dell’editoria italiana e registra un crescente interesse da parte del pubblico e degli operatori.

La tradizione culturale romana comprende poi un ricco ventaglio di premi letterari che entreranno di diritto nella programmazione di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma. Il prestigioso Premio Strega, che nel 2006 tocca la sua 60a edizione. Lo Zerilli Marimò per la diffusione della narrativa contemporanea italiana negli Stati Uniti, realizzato in collaborazione con la Casa Italiana della New York University. Il Pre.mio Biblioteche di Roma, espressione diretta dei lettori riuniti in circoli di lettura. L’Amelia Rosselli che premia la casa editrice che ha pubblicato la migliore opera scritta da una donna. E il Premio Sandro Onofri, dedicato alla memoria di un autore precursore e maestro del «reportage narrativo».

E infine, ma non ultimi per importanza, i programmi del Comune di Roma per il sostegno e la diffusione dell’editoria, della cultura, del libro e della lettura nei Paesi del Sud del Mondo: in Africa, in America Latina, in Asia. Roma coordina le città già Capitali Mondiali del Libro, quelle che aspirano ad esserlo e le azioni internazionali che l’Unesco si attende da loro: interventi di cooperazione per rafforzare la filiera del libro nei Paesi emergenti, diffusione di pratiche di donazione del libro, azioni in difesa della libertà di espressione e di pubblicazione. A livello locale, questa vocazione si traduce in un nutrito programma di eventi all’interno dei progetti di gemellaggio fra Roma e Brazzaville, Bogotà e Buenos Aires, o realizzati con le numerose Ong attive nella capitale in campo culturale. Un altro scenario importante è il Glocal Forum, che nel 2006 ospiterà una sessione dedicata al libro, all’editoria e alle biblioteche.

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