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Torino, una città nel segno del libro

Le piazze e i portici di Torino hanno fatto innamorare Jean-Jacques Rousseau. Qui Nietzsche scrive Ecce Homo e sprofonda nella follia. Torino è la città di grandi scrittori come Emilio Salgari, Edmondo De Amicis, Cesare Pavese, Italo Calvino e Primo Levi.

Qui ogni anno a maggio la Fiera Internazionale del Libro attira 300.000 visitatori in cinque giorni. Qui editori come Utet, Einaudi e Bollati Boringhieri hanno scritto la storia della cultura europea.

Le biblioteche di Torino custodiscono tesori come l’Autoritratto di Leonardo da Vinci. Nelle sue librerie e bancarelle possiamo trovare i titoli più rari e curiosi. E tra un vermouth e un bicerin, nei suoi caffè storici respiriamo intatta l’atmosfera che ha visto nascere tanti capolavori.

Filo conduttore di Torino è il Linguaggio dei segni. La virgola, il punto, il punto e virgola, i due punti, il punto esclamativo, il punto interrogativo, le virgolette, le parentesi, i puntini di sospensione, la chiocciolina. I segni della scrittura. Dieci piccoli simboli che separano le parole ma uniscono le idee.

Ogni segno della punteggiatura darà il proprio nome ai temi e agli appuntamenti di Torino Capitale Mondiale. E riscrive anche la topografia della città. Ognuna delle dieci Circoscrizioni di Torino ha adottato il segno che meglio incarna la propria storia e identità e ha organizzato intorno ad esso un ricco programma di eventi lungo tutto l’anno.

Gli appuntamenti
di Torino Capitale Mondiale del Libro

Intrecciati al programma del Linguaggio dei Segni, sono davvero tanti gli appuntamenti di Torino Capitale.

Dalla grande Giornata Inaugurale il 22 e 23 aprile 2006 ai moltissimi «progetti di rete» realizzati sul territorio insieme alle realtà culturali della città e di tutte le province del Piemonte. I progetti per le scuole ed i ragazzi. Il salotto reale e virtuale di Atrium. Le iniziative per celebrare Primo Levi a vent’anni della scomparsa e gli altri anniversari di grandi autori originari di Torino e del Piemonte come Giuseppe Giacosa, Lalla Romano e Mario Soldati.

Il tutto con un impegno. Lasciare a Torino, al Piemonte, all’Italia un’eredità culturale che testimoni che l’anno da Capitale Mondiale del Libro non è stato soltanto un sogno.


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