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Torino, la città di Primo Levi

Lo scrittore italiano oggi più tradotto nel mondo è un torinese: Primo Levi. L’autore di Se questo è un uomo, naturalmente. Ma anche il narratore che con La chiave a stella e Il sistema periodico ha raccontato forse meglio di ogni altro il carattere laborioso e gioiosamente etico di Torino e dei piemontesi.

Primo Levi moriva a Torino l’11 aprile 1987. Torino Capitale Mondiale lo ricorda a vent’anni dalla scomparsa con numerose iniziative. A sostenere il progetto delle celebrazioni anniversarie di Primo Levi – insieme ai centenari degli altri grandi scrittori piemontesi che cadono nel 2006 - è il Consiglio regionale del Piemonte con il suo presidente Davide Gariglio.

A Torino verrà proiettato in première il documentario di Davide Ferrario La strada di Levi: un ritorno con la macchina da presa sugli itinerari percorsi dallo scrittore nell’avventuroso rimpatrio da Auschwitz e narrati ne La tregua.

Il 12 e 13 aprile 2007 Torino ospiterà la prima assoluta di un brano per coro e orchestra del compositore spagnolo Luís de Pablo su testi di Levi, appositamente commissionato ed eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai.

Nel segno di Primo Levi si svolgerà a Torino dal 29 marzo al 1° aprile 2007 la tappa del Grand Re-tour dedicata ai Grandi libri della dignità dell’uomo: cinque opere-simbolo, incubate e nate nell’arco di due secoli nel clima culturale e sociale di Torino.

È un fil rouge che inizia con il testo utopico pre-rivoluzionario del 1773 di Carlo Denina Dell’impiego delle persone, che postula il dovere etico del lavoro anche per le classi possidenti, e che per questo viene sequestrato e fatto distruggere dai Savoia. Prosegue con quello straordinario monumento di fede religiosa e passione civile che è Le mie prigioni di Silvio Pellico, subito tradotto in tutto il mondo e fondamentale per la causa dell’Unità nazionale italiana. Entra nel pieno Novecento con quella toccante e sofferta apologia della carità cristiana che è la Giornata di uno scrutatore di Italo Calvino, ambientato in un seggio al Cottolengo durante le elezioni del 1953. Tocca l’utopia di una possibile società industriale neo-umanistica e solidale con Per vivere meglio di Massimo Olivetti. E culmina – appunto – con il messaggio universale di Se questo è un uomo. Testi noti e meno noti, classici dimenticati e sempreverdi: tutti accomunati dalla straordinaria temperie etica di Torino e del suo umanesimo civile e morale che li ha visti nascere.

E soprattutto, la città è al lavoro su iniziativa della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura affinché possa vedere la luce a Torino il Centro Studi Primo Levi, dedicato a raccogliere e mettere a disposizione degli studiosi i documenti, gli archivi e le opere dello scrittore. Non soltanto il modo per mantenere viva nel modo più degno e riconoscente la memoria di uno scrittore di statura universale, ma per realizzare anche il più significativo lascito permanente del passaggio di Torino Capitale Mondiale del Libro, una volta concluso l’anno di manifestazioni.


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